Yoga per la gravidanza

Yoga in gravidanza un aiuto per il benessere delle future mamme.

I Benefici dello yoga per le donne in gravidanza sono molti, ma quali?

Ci sono controindicazioni per le gestanti o è una disciplina sicura? Ecco quando e come le donne incinte possono fare posizioni yoga adatte e ridurre i rischi per mamma e feto. Sono molte le donne che decidono di avvicinarsi allo yoga nel periodo della gravidanza. Disciplina antichissima e diffusissima in oriente, in occidente lo yoga è praticato, seriamente, da un numero molto più ristretto di persone.

Sono molti, infatti, quelli che lo sottovalutano dal momento che non si basa su un lavoro di aerobica o di sforzo, ma di concentrazione e conoscenza del proprio corpo. Proprio queste sue caratteristiche lo rendono particolarmente adatto ad essere praticato durante la gravidanza.

Durante i nove mesi la donna si trova ad affrontare molti cambiamenti che possono portare stress psicofisico e, poiché non va dimenticato che, fin dai primi mesi, il nascituro assorbirà non solo le conseguenze biologiche, ma anche quelle psicologiche, è quindi essenziale cercare di mitigare quanto più possibile l’ansia e lo stress in modo da avere una gestazione il più serena possibile.

In questo la yoga con i suoi principi ed i suoi esercizi si rivela un aiuto davvero provvidenziale, basti pensare che gran parte dei normali corsi pre-parto sono ispirati proprio a questa disciplina. Lo Yoga è la pratica che più di tutte unisce le necessità fisiche e mentali di mamme e futuri bimbi. “Yuj”= unire: concetto base dello yoga, ideale per rafforzare il legame tra mamma e feto. Come anticipato, lo Yoga è una disciplina antica di millenni (abbiamo riscontri fin dal 3.000 a.C.), che affonda le proprie radici nell’induismo. Il significato stesso della parola è intriso di una intensa carica spirituale: derivando da “Yuj”, viene modernamente tradotto come “congiungere” o “unire”. In questo contesto, nessuna parola potrebbe essere più indicata, seppur con riferimenti diversi. Lo Yoga, con le sue posizioni e la sua particolare respirazione, mira alla fusione di corpo e mente, cercando la sincronia tra queste sfere oggi tanto distanti. E cosa ricorda l’idea della maternità se non l’unione tra una vita generatrice ed una che aspetta di iniziare a vivere la propria? L’armonia tra la madre e il feto! I profondi cambiamenti che possono essere elementi di disturbo o squilibrio per la futura madre, potranno essere vissuti con la maggiore serenità della consapevolezza del proprio corpo.

“Pranayama”= respiro ritmato: di grande utilità durante gestazione e parto.

Uno dei punti cardine della pratica yoga è la respirazione. In linea con la dottrina induista, il “prana”, ossia l’energia vitale che pervade tutto ciò che vive, va incanalata all’interno di sé stessi grazie alla particolare e specifica respirazione ritmata. L’importanza del respiro suscita un fascino antico che si specchia su un’utilità nuova. La religione induista più lontana calcolava la vita degli uomini in base ai respiri: la pratica del pranayama, regolarizzandone il ritmo, avrebbe consentito una maggiore longevità. L’importanza della respirazione, oltre la leggenda, si snoda su scopi pratici legati all’assorbimento dell’ossigeno nel corpo e al rilassamento della psiche, senza sottovalutare il piacevole effetto “cullante” che ha sul bambino. Inoltre un’adeguata preparazione respiratoria è fondamentale per aiutare la donna nell’evoluzione della gravidanza, infatti l’ingrandirsi delle dimensioni del feto, può portare ad una compressione del diaframma con fastidiose conseguenze, che possono essere evitate se si impara a gestire il proprio respiro come insegna lo yoga. Il controllo del respiro diventa ancora più importante durante il momento clou della gravidanza, il parto, saper gestire bene la respirazione, infatti può aiutare a controllare i dolori delle contrazioni durante il travaglio. Oltre agli aspetti pratici il controllo del respiro può aiutare anche l’emotività, avere il controllo del proprio corpo infatti può agevolare la donna a vivere in modo più sereno il momento del parto. Grazie all’alternarsi di diversi tipi di respirazione, sarà possibile lasciar fluire il dolore all’esterno durante le contrazioni e, tra queste, riprendere l’energia necessaria per spingere il nascituro.

I benefici fisici per le gestanti.

Lo yoga porta diversi vantaggi fisici a chi lo pratica, i benefici per le gestanti, oltre a quelli legati alla respirazione (maggiore elasticità del diaframma) di cui abbiamo parlato prima, riguardano in particolare: Stimolazione dell’apparato circolatorio: molti dei fastidi della gravidanza, come il gonfiore, disturbo frequente fin dai primi mesi che spesso colpisce le articolazioni più esposte agli sforzi ripetuti e al peso (piedi, gambe e caviglie), dipendono dal fatto che improvvisamente l’apparato circolatorio si trova a dover pompare sangue per due. Per attenuare questi disturbi particolarmente importante è ancora una volta la respirazione in quanto lo scambio di ossigeno, tra la madre e l’esterno e tra la madre e il feto necessita di una maggiore fluidità. Altrettanto importanti sono anche alcune posizioni, particolarmente indicate per migliorare la circolazione nei punti più critici. Rafforzamento della colonna vertebrale ed elasticità muscolare: importante, sia ai fini di una gravidanza più serena e piacevole, sia per affrontare il momento del parto, è l’elasticità. L’allungarsi e tonificarsi della muscolatura, soprattutto quella pelvica, del basso ventre, e gli obliqui e traversi dell’addome, dà un reale vantaggio durante le contrazioni e la fase di spinta, attenuando al contempo il dolore.

È fondamentale regalare anche scioltezza alle fibre muscolari, alle articolazioni e ai legamenti, soprattutto del bacino e della schiena, maggiormente gravati dal peso del pancione e dalle posture sbagliate, oltre che, mantenendo l’utero rilassato, aiuta a mantenere una buona posizione al momento del parto.

Stimolazione dell’apparato digestivo: praticare dell’attività fisica e mantenere perfettamente efficiente apparato muscolare e circolatorio contribuiscono notevolmente ad attenuare i disturbi digestivi come nausea e stitichezza che spesso caratterizzano rispettivamente la prima e la seconda fase della gestazione. Ricerche scientifiche dei primi anni del 2000 testimoniano che lo yoga diminuisce notevolmente la possibilità che il bambino dato alla luce sia sottopeso, riducendo, al contempo, i tempi di travaglio.

I benefici psicologici: combattere le ansie e controllare i livelli di adrenalina per una gravidanza ed un parto sereni.

Anche intuitivamente, si riesce a percepire come una gravidanza possa essere impegnativa non soltanto da un punto di vista fisico: le ansie, le paure, i timori di questa fase della vita di una donna, soprattutto se è la prima volta che la si affronta, in alcuni soggetti possono anche crescere a dismisura, a meno di non trovare qualche rimedio per combatterla.

Gli esercizi di respirazione dello Yoga, che tanto ricordano discipline di meditazione, atarassia e rilassamento, non sono casualmente assimilabili a queste immagini tanto serene: il pranayama, grazie alle sue respirazioni regolari, aiuta realmente a donare tranquillità a chi la esegue, rinnovando il controllo delle emozioni della gestante, che può trovarsi a gestire la propria gravidanza con maggiore lucidità in tutte le sue fasi. Quello che da un punto di vista biologico risulta essere il maggiore beneficio di questa tranquillità, senza dubbio è legato all’adrenalina: la paura genera nel nostro organismo una reazione che stimola la produzione di adrenalina, probabilmente la più grande nemica dell’ossitocina, l’ormone che, invece, secreto durante il travaglio, è quello che lo porta avanti. Evidente, oltre tutto, è il fatto che il rilassamento psicologico induce, in via consequenziale, un rilassamento muscolare, essenziale per evitare la tensione che potrebbe cogliere le fibre muscolari proprio al momento del parto, rendendolo più lungo e doloroso.

Ci sono controindicazioni? Nonostante si possa pensare che si tratti di una disciplina complessa, ricca di posizioni “particolari”, di intrecciamenti a rischio di “annodamento” e di santoni che levitano a mezz’aria, non ci sono controindicazioni nella pratica dello Yoga in gravidanza, dal primo all’ultimo mese.

Tuttavia, le gravidanze non sono tutte uguali e una donna è diversa dall’altra, per cui è sempre essenziale recarsi dal proprio ginecologo e chiedere se sussistono eventuali motivazioni che potrebbero mettere a rischio la formazione della nuova vita (una gravidanza difficile, ad esempio).